GENOVA. GLI 'ESILIATI' DI VIA DEI GIUSTINIANI 19 CI RIPROVANO: NUOVO SGOMBERO
Continua la guerra del Comune di Genova alle occupazioni fastidiose; chi fa politica fuori e contro le istituzioni borghesi non ne ha diritto: sono tollerati soltanto i centri sociali, occupati da personaggi sedicenti antagonisti, che si limitano ad organizzare concerti e feste della semina, nonché del raccolto, di sostanze stupefacenti.
L'ultimo episodio, in ordine di tempo, accade all'alba di venerdì 10 novembre: un gruppo di otto squatters, autodefinitisi 'gli esiliati', tenta di rioccupare - distribuendo preventivamente un volantino nel quale annuncia la convocazione lì di un'assemblea - il palazzo di via dei Giustiniani 19, nel centro storico di Genova, già in passato oggetto di sgombero da parte delle 'forze dell'ordine'.
La polizia politica si accorge, presumibilmente a causa di una soffiata, che sta accadendo un tentativo di invasione dello stabile, e riesce - nel corso della mattinata - a porvi fine; dagli ambienti investigativi trapela che la Digos avrebbe agito di sua iniziativa, senza ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, che però si è subito affrettata a denunciare gli otto componenti del gruppo.
Ora l'amministrazione comunale dirà che non c'entra nulla con l'iniziativa della Questura, e formalmente occorrerà darle ragione; ciò non toglie che, se volessero, il Markese ed i suoi accoliti potrebbero mettere fine alla tolleranza zero: in questo modo gli organi di repressione borghese non interverrebbero più per cacciare i ragazzi dai palazzi da loro occupati perché vuoti da anni.
Di seguito riporto il comunicato diffuso dagli occupanti del nuovo squat: quello di vico dietro il Coro di San Luca, non molto lontano dal punto in cui si sono svolti gli avvenimenti descritti.
“Oggi, nella mattinata del 10 Novembre, alcuni compagni hanno rioccupato per alcune ore lo stabile in via dei Giustiniani 19.
A causa dell’immediato intervento della digos e di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, che non permettevano ai compagni e ai solidali presidianti di avvicinarsi allo stabile, non è stato possibile aprire e liberare dalle lamiere l’edificio sgomberato lo scorso 7 agosto.
Adducendo la motivazione dello stato di sequestro del palazzo, il PM Scolastico ha disposto immediatamente l’ordine di sgombero e d’arresto dei compagni.
Dopo lunghe trattative, mirate a garantire l’incolumità degli occupanti e il recupero delle attrezzature, la casa è stata abbandonata e i ragazzi all’interno identificati.
Non intimiditi/e da questo atto repressivo, poche ore dopo abbiamo occupato un palazzo di proprietà della Telecom in Vico dietro il Coro di San Luca. All’interno di esso verrà portato avanti il progetto di autogestione e le attività sociali che avevamo intenzione di riavviare nello spazio di Giustiniani 19.
Nei prossimi giorni vi aggiorneremo su assemblee ed iniziative. Lo spazio è aperto a nuove proposte.
Nessuno sgombero fermerà la nostra lotta. Da oggi ci troverete nella nuova occupazione e, come sempre, in ogni situazione di conflitto sociale.
UNITI/E CONTRO LA REPRESSIONE, OCCUPAZIONE E AUTOGESTIONE.
Le/gli occupanti di Vico dietro il Coro di San Luca 1”
Genova, 12 novembre 2012
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
http://pennatagliente.wordpress.com